Last update: 21.02.2009

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English

Public and conceptual interventism, narrative photography and language painting.
Filippo Minelli (Italy 1983) is a contemporary conceptual artist who put side by side an academic formation, done at the Brera Art Academy in Milan and a relevant militancy in "Street" cultures, as documented by a constant activism beginning in 1996 with graffiti, and then with public-art projects. An important aspect of his production is the travel, often done in countries characterized by an unsettled social and political situation.
At this day, Minelli took part to prestigious exibition-projects going from fine and qualified gallery shows to institutional programs such as the Contemporary Art Museum of Sao Paulo in Brasil, or the Recoleta Art Center of Buenos Aires, Argentina. Many are the medias which shared with their public the adventurous interventions done by the artist alla over the world; installations mostly un-authorized and characterized by a valuable journalistic relevance as in the case of "Democracy", an intervention done in Mauritania during the Coup d'Etat of 2008. Besides the most of the italian press, he has been published on international medias that should be underlined such as The New York Times, SudDeutsche Zeitung, Tages Anzeiger and many more.

Minelli's polihedral approach to Arts and his urban activism are affected with no doubts by cultural influences of multifaceted conceptual artists and movements, Duchamp for example, to trespass in the english "Art & Language" group with Harold Hurrel and Terry Atkinson, spacing out the american conceptual period represented by Kosuth, Burgin, Barry, Weiner, Beuys and the french one with Buren, Ramsden, Venet.

Filippo minelli conjugates three co-essential and complementary typology of artistic production that we can identify with installation, photography and painting.
The first goal are installations, which take form under the shape of writings, mostly placed in public spaces.
The occasional user and passionates of his production are forced by Minelli to a intellectual gym, picking minds with rough contrasts. Following conceptual tendences, Minelli pursues a non-objectual dimension of Arts searching relations between the work of art and reality, with culture and social behaviours as clear in his "Contradictions" serie. In Minelli's interventions is investigate the theme of the Art as writing with a resolute "interventist" urge which charges the artist's action with politics and social-disobedience taste, giving the impression of instigate the viewer to a personal war against the superficial and the commercial and cultural deadness of contemporary society. Sometimes Minelli creates series of ongoing performances, as the simple but succesful "Google" besides the already-said "Contradictions".
The second essential element of the artistic production of Filippo Minelli is photography as a narration of the installations. Reflecting Walter Benjamin's precepts, the personal and dedicated point of view of the artist uses photography as a way to tell a story, a direct representation of a spatial and temporal situation. The work of art is subjectively presented tracing contrasts and inconsistences between the location choosen and the linguistic-conceptual contribution.
The third typology of artistic production of Filippo Minelli is his kaleidoscopic painting, in which letters intersect on the canvass following articulate geometries, the surfaces are characterized by decorations rendering the word and the language a mirror of the present-day, represented as an organic whole of pieces from the past, which takes life under the aspect of textures and patterns. His painting is careful, the gesture is shrewd. The materic sperimentations are refined and elegant with the use of wax, gold leaf, oxidized silver, collage and decollage of papers and textiles. Minelli also experimented a more instinctive approach to painting, as evidenced by his previous productions.


Italiano

'Interventismo' pubblico concettuale, fotografia narrativa e pittura del linguaggio.
Filippo Minelli, italiano nato nel 1983, è un artista contemporaneo che ha coniugato la formazione accademica svolta presso l'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e una rilevante militanza nelle culture 'street', come ne è testimonianza vera il costante attivismo, a partire dal 1996, nei movimenti del graffiti-writing prima e dell'arte pubblica poi.
Altro carattere pregnante dell'evoluzione dell'artista è il viaggio, spesso in territori socialmente e politicamente instabili.
Filippo Minelli può vantare ad oggi la partecipazione in prestigiosi progetti espositivi che spaziano da sottili e competenti progetti galleristici ad autorevoli programmi di istituzioni museali internazionali, come il Museo di Arte Contemporanea di Sao Paulo del Brasile o il Centro Cultural Recoleta di Buenos Aires, Argentina.
Molti sono i media che hanno presentato ai loro pubblici le avventurose installazioni sparse per il pianeta dall'Artista, installazioni spesso non autorizzate e caratterizzate da valida rilevanza giornalistica, è il caso di 'democracy', l'installazione eseguita durante il colpo di stato in Mauritania nel 2008. Oltre a gran parte delle testate italiane, tra quelle internazionali da segnalare non si possono far mancare il NewYork Times, SudDeutsche Zeitung, Tages Anzeiger e tante altre.

La poliedrica arte di Minelli ed il suo attivismo stradale risentono senza ombra di dubbio delle influenze culturali dei variegati movimenti concettuali, Duchamp ad esempio, per sconfinare nel gruppo inglese 'Art & Language' con Harold Hurrel e Terry Atkinson, spaziando dal capitolo concettuale americano rappresentato da Kosuth, Burgin, Barry, Weiner, Beuys a quello francese interpretato da Buren, Ramsden, Venet.

Filippo Minelli coniuga tre tipologie coessenziali e complementari di produzione artistica individuabili come installazioni, opere fotografiche e pittoriche.
L'obiettivo principe dell'artista sono le installazioni, le quali si inquadrano sottoforma di scritte , spesso inserite in ambienti pubblici.
Filippo costringe sia il fruitore occasionale delle opere, sia i suoi appassionati, ad una ginnastica intellettuale, stuzzicando nelle menti graffianti contrasti. Sulla linea delle tendenze concettuali, Minelli persegue una dimensione anti-oggettuale dell'arte ricercando relazioni dell'opera d'arte con la realtà, con la cultura e con le abitudini sociali, come è lampante nella serie di installazioni 'contradictions'. Nelle installazioni di Minelli è netto ed indagato il tema dell'arte come scrittura e di una risoluta spinta 'interventista' che carica le azioni dell'artista di un'anima politica di disobbedienza sociale, quasi a voler istigare lo spettatore ad una personale guerra contro il pressapochismo ed il torpore commerciale-culturale della società contemporanea. Talvolta Minelli gestisce i suoi interventi in serie tematiche che si evolvono nel tempo, un esempio di successo oltre alla citata 'contradictions' è la serie 'Google'.
Il secondo elemento essenziale nella produzione artistica di Filippo Minelli è la fotografia come narrazione delle installazioni. Rispecchiando i precetti di Walter Benjamin, lo sguardo personale e dedicato dell'artista utilizza la fotografia come strumento di narrazione, di rappresentazione diretta di una situazione spazio-temporale. L'opera viene presentata soggettivamente tracciando le incongruenze ed i contrasti fra le ambientazioni scelte e i relativi apporti linguistico-concettuali. Linguaggio e immagine vanno a coincidere nello scatto trascinando in superficie relazioni mentali su dissimili livelli nei quali le serie linguistiche visive interagiscono con quelle verbali.
La terza tipologia di produzione d'arte di Filippo Minelli è la caleidoscopica pittura,
nella quale le lettere si intersecano sulla tela secondo articolate geometrie, le loro superfici si caratterizzano di motivi decorativi rendendo il linguaggio e la parola specchio della realtà contemporanea, rappresentata come un insieme organico di pezzi del passato, che prende vita attraverso pattern e textures . La pittura è attenta, il gesto accorto. Ricercate e raffinate le sperimentazioni materiche attraverso l'utilizzo di cere, ori, argenti ossidati, collage e decollage di carte e tessuti. Minelli ama anche sperimentare stili di pittura più istintivi ed energici come testimoniano molte sue serie passate. Interessanti anche le ultime sperimentazioni che vedono protagonista la commistione di pittura e lo studio di codici tecnologici, contenitori di un linguaggio che si scherma alla diretta fruizione umana.


Critics and texts:
David Pierce "Contradictions", New York 2008
Vittorio Sgarbi "Filippo Minelli", Milano 2007
Mauro Corradini "2002-2007", Brescia 2007
Jacqueline Ceresoli "Site-specific", Milano 2006
 
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