“Sono un creatore di giochi, giochi e meccanismi. Posso giocare io, e posso far giocare gli altri”. La citazione di Alighiero Boetti, fra i massimi artisti contemporanei, aderisce ai lavori di Filippo Minelli: giochi di linguaggio e di immagini che chi guarda deve saper intuire. All’apparenza facili, istintivi e netti, ma in realtà crudi, sottili e molto pensati. Itlia di mrd è la riflessione di un’artista che ha deciso di rivisitare suoi vecchi lavori e fotografie scattate in un denso percorso fino ad oggi, dopo aver casualmente visto sopra un muro queste parole che formano una scritta: ITLIA DI MRD, appunto. Un atto di sfogo? Da queste dieci lettere Filippo Minelli ha rifatto il suo percorso passato creandone uno nuovo con uno sfondo preciso: una riflessione critica sul suo Paese, sull’Italia, che ama e che odia, di cui riprende forse finti pregi e difetti probabilmente veri, e li riporta all’interno del nuovo ROJO©artspace. Immagini di volti noti nel bene, nel male, nel grottesco: padre Pio sfila con Totò Riina, don Camillo e Peppone, Saddam e Maradona, la nostra pizza e gli spaghetti, cartoline kitsch e idealmente volgari, ma che altro non sono che una chiara ripresa di quei feticci così amati dai noi italiani. Il calcio, il cibo, la religione, la cronaca, il sociale, la festa, la tradizione, il sesso, la cultura, la politica e il folklore. Minelli inserisce con pochi gesti e qualche parola, tutti questi contenuti in un poutpurri chiaro e semplice all’impatto, ma via via articolato e complesso. Un racconto trash dell’Italia che sta vivendo. Un racconto fatto dall’alto dopo azioni e lavori passati, dagli sfoghi su guerre o su Paesi, ad esempio Flags of Istanbul o la scritta CTRL ALT DELETE sul muro che divide la Palestina e Israele presso il checkpoint di Qalandiya. E poi ancora attacchi alla comunicazione tanto di moda oggi, come nella serie Contradictions, dove Twitter e Google vengono messi con irriverente ironia sotto processo. E ancora a storie autobiografiche, come Chemoteraphy update, un lavoro toccante, ma con intelligente sarcasmo. Minelli ha sempre utilizzato le scritte come giochi da comporre. Lettere su supporti diversi, dal legno, al muro, da elementi naturali fino al corpo di animali (un elefante Srilankese su cui l’artista ha scritto parole che rappresentano ancora una volta l’Italia, da Armani alla Vespa, da Fantozzi alla mozzarella) e inserendoli in contesti sempre diversi.

Italia di Mrd nasce dunque da una scritta e si sviluppa in un percorso con un’ installazione e 15 opere, accompagnate da una colonna sonora creata da Raphael Monzini per l’esposizione. Minelli traccia parole su cartoline: un buon Natale con un logoro albero sopra un bidone della spazzatura, la fotografia di una pizza con tre scritte a scendere, “Mozzarella” coi colori della nostra bandiera, “Tradizione”, e un lapidario “Vaff…”, o ancora il Vaticano di sfondo a un gabbiano che mangia un piccione. Dal ROJO©artspace si fanno dunque strada queste immagini patinate, un dialogo di icone e feticci che non lasciano in pace nessuno. Anche la Biennale di Venezia non viene risparmiata, l’artista le dedica una serie di lettere incorniciate e composte da pezzetti di … funghi allucinogeni. La definizione è squisitamente minelliana: “labiennaledivenezia”. Per finire, una parete ospita un’installazione di scritte, foto e grigie bandiere, dopo una grande tela, un quadrato di 2 metri x 2, che rappresenta tutti i codici di questo “Belpaese” così amato da… parlarne male.

Rossella Farinotti, “ITLIA DI MRD – learn to hate and then to write” solo show, ROJO©artspace, Milano 2011