| Vittorio Sgarbi
"Filippo Minelli", Milano 2007 |
Filippo Minelli Bresciano classe
1983, è un graffiti-writer concettuale che si è dedicato
per oltre 10 anni ad azioni di comunicazione urbana. Il suo percorso
nella graffiti-art tradizionale inizia nella seconda metà
degli anni '90 ma le produzioni non soddisferanno mai a pieno l'artista.
Con l'arrivo dell'anno duemila Filippo comincia le prime sperimentazioni
urbane sull'onda dei primi passi del movimento street-art internazionale
del quale è un pioniere per l'Italia.
Tra il 2000 e il 2004 firma un numero elevatissimo di performances
urbane con l'obiettivo di sovvertire l'ordine apparente della sua
città natale, Brescia, e creare una seconda città
parallela, invisibile agli occhi più disattenti. Tutte le
sue performances sono state realizzate senza permessi e senza autorizzazioni
amministrative, tuttavia riscuotendo grande successo come dimostrato
dal costante interesse dei media locali per ogni nuovo intervento
realizzato. La dimensione locale delle produzioni viene espansa
ed apprezzata anche all'estero e l'artista si guadagna un posto
di rilievo nel giovane star-system della street-art internazionale.
Il cammino personale intrapreso dal 2000 lo ha progressivamente
portato a produzioni inusuali e provocatorie, che lo hanno allontanato
dall'estetica convenzionale della graffiti-art intesa nel suo impatto
originale: non più una scritta o un logo ripeuti serialmente,
ma interventi contestualizzati al luogo in cui si trovano. Tracce
del suo passaggio si trovano dalle campagne del nord Italia alle
grandi città europee, fino ad arrivare in mezzo all'Himalaya
in atmosfere buddhiste o nella storica Kathmandu in Nepal. Il percorso
artistico lo ha indotto ad interrogarsi sulla figura della città
nel contemporaneo e sulle relazioni fra il nuovo "ecosistema
urbano" e l'individuo.
Oggi i suoi lavori sono internazionalmente riconosciuti dagli appassionati
del settore e le sue opere sono state pubblicate su alcune delle
più autorevoli riviste di design e arte d'avanguardia. Dopo
aver concluso a pieni voti il percorso di studi presso l'Accademia
di Brera, Minelli inizia ad accostare alle performances eclatanti
la pittura su tela e su supporti di suo interesse raccolti durante
i numerosi viaggi. Le sue opere conservano l'istintività
e la naturalezza delle iscrizioni urbane. Le superfici utilizzate
e le tele profumano sempre di una poesia concettuale, a volte dai
tratti infantili ed astratti, a volte visivamente graffiante e di
impatto. Le sue sperimentazioni a volte ironiche e allo stesso tempo
introspetive hanno come denominatore comune una comunicazione forte
e immediata che si continua a reggere sul suo impulso illegale rivendicato
sfacciatamente senza più nascondersi dietro uno pseudonimo,
usanza del background culturale del graffiti writing tradizionale.
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