Filippo Minelli Bresciano classe 1983, è un graffiti-writer concettuale che si è dedicato per oltre 10 anni ad azioni di comunicazione urbana. Il suo percorso nella graffiti-art tradizionale inizia nella seconda metà degli anni ’90 ma le produzioni non soddisferanno mai a pieno l’artista. Con l’arrivo dell’anno duemila Filippo comincia le prime sperimentazioni urbane sull’onda dei primi passi del movimento street-art internazionale del quale è un pioniere per l’Italia.
Tra il 2000 e il 2004 firma un numero elevatissimo di performances urbane con l’obiettivo di sovvertire l’ordine apparente della sua città natale, Brescia, e creare una seconda città parallela, invisibile agli occhi più disattenti. Tutte le sue performances sono state realizzate senza permessi e senza autorizzazioni amministrative, tuttavia riscuotendo grande successo come dimostrato dal costante interesse dei media locali per ogni nuovo intervento realizzato. La dimensione locale delle produzioni viene espansa ed apprezzata anche all’estero e l’artista si guadagna un posto di rilievo nel giovane star-system della street-art internazionale. Il cammino personale intrapreso dal 2000 lo ha progressivamente portato a produzioni inusuali e provocatorie, che lo hanno allontanato dall’estetica convenzionale della graffiti-art intesa nel suo impatto originale: non più una scritta o un logo ripeuti serialmente, ma interventi contestualizzati al luogo in cui si trovano. Tracce del suo passaggio si trovano dalle campagne del nord Italia alle grandi città europee, fino ad arrivare in mezzo all’Himalaya in atmosfere buddhiste o nella storica Kathmandu in Nepal. Il percorso artistico lo ha indotto ad interrogarsi sulla figura della città nel contemporaneo e sulle relazioni fra il nuovo “ecosistema urbano” e l’individuo.
Oggi i suoi lavori sono internazionalmente riconosciuti dagli appassionati del settore e le sue opere sono state pubblicate su alcune delle più autorevoli riviste di design e arte d’avanguardia. Dopo aver concluso a pieni voti il percorso di studi presso l’Accademia di Brera, Minelli inizia ad accostare alle performances eclatanti la pittura su tela e su supporti di suo interesse raccolti durante i numerosi viaggi. Le sue opere conservano l’istintività e la naturalezza delle iscrizioni urbane. Le superfici utilizzate e le tele profumano sempre di una poesia concettuale, a volte dai tratti infantili ed astratti, a volte visivamente graffiante e di impatto. Le sue sperimentazioni a volte ironiche e allo stesso tempo introspetive hanno come denominatore comune una comunicazione forte e immediata che si continua a reggere sul suo impulso illegale rivendicato sfacciatamente senza più nascondersi dietro uno pseudonimo, usanza del background culturale del graffiti writing tradizionale.

Vittorio Sgarbi, Milano 2007